L'Uroboro dello scrittore - Siamo più scrittori che lettori ?

L’Uroboro dello scrittore – Siamo più scrittori che lettori ?

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L’Uroboro dello scrittore – Siamo più scrittori che lettori ? – Foto di Hans Splinter – CC BY-ND 2.0

L’Uroboro dello scrittore – Siamo più scrittori che lettori ?

L’Uroboro dello scrittore – Siamo più scrittori che lettori ?

Ormai ho perso il conto di quante volte ho sentito pronunciare la frase “Ci sono più scrittori che lettori”. E mi sono sempre domandato se davvero in Italia ci siano più scrittori che lettori. E’ davvero così ?

Statisticamente parlando alla fin fine non ha rilevanza un dato nudo e crudo. E’ necessario semmai domandarsi delle motivazioni che spingono una persona a scrivere. A volte si scrive per lasciare in eredità qualcosa di proprio, altre volte si scrive per divertimento, altre volte per professione, altre volte con il desiderio di emergere, altre volte per dare sostanza e importanza alle proprie idee, eccetera. Non è questo però l’articolo che voglio scrivere. Mi interessa la qualità della scrittura, che poi è la risposta alla frase sopra citata.

Poesie, racconti, romanzi, ai quali in questa era digitale devono aggiungersi anche articoli di blogger. Ogni opera ha un grado di difficoltà che aumenta spesso con il numero delle pagine scritte, ma soprattutto con la struttura dell’opera, sia essa una dei testi sopra citati.

Niente è facile quando si scrive

“Che ci vuole a scrivere qualcosa” mi è capitato di sentire spesso.

“Ci vuole fatica” rispondo immediatamente.

E in effetti è così. Se qualcuno crede che sia facile scrivere allora non ha capito nulla. Ogni concetto, ogni frase, ogni rima, ogni capitolo, ogni libro porta con sé difficoltà, sudore, concentrazione. La “fatica” non è tuttavia soltanto quella di scrivere, ma soprattutto la fatica di “leggere” la propria idea. Saper leggere infatti ciò che ognuno di noi ha dentro è più difficile di quello che si creda. E leggere noi stessi e il mondo che ci circonda è il primo passo per arrivare all’espressione di quella idea.

Non si può essere scrittore se non si è lettore. Questo è un dato di fatto. Lettore di se stessi e del mondo esteriore.

Come si arriva ad essere lettori delle proprie idee

Sembra quasi incredibile a dirsi, ma si può arrivare ad essere lettori delle proprie idee… leggendo.

Leggere e scrivere diventano un gigantesco Uroboro, una energia universale che si consuma e si rinnova costantemente, un serpente (o un drago) che divora se stesso e rinasce di continuo. Leggere e scrivere diventano quindi un tutt’uno, una simbiosi di energie che si auto-alimentano. Lo scrittore non può fare a meno di leggere perché leggere e scrivere nutrono se stessi.

L’Uroboro dello scrittore – Siamo più scrittori che lettori ?

Siamo pertanto più scrittori che lettori ?

Ancora non è possibile dare una risposta certa. Uno scrittore deve ardere del fuoco sacro della lettura, deve leggere le proprie idee, deve possedere una struttura mentale che può acquisire solamente tramite la… lettura.

E poi?

La scrittura, qualunque forma abbia, deve pertanto generarsi e rigenerarsi, pertanto la rigenerazione implica un processo innovativo e rinnovativo che può aversi e migliorarsi solo con la lettura.

Purtroppo mi è capitato spesso di leggere esordienti e non ai quali il fuoco sacro della lettura (e di conseguenza la curiosità stilistica, strutturale, ideologica, eccetera) sembra essersi spento, affievolito, se non addirittura mai maturato.

Se una persona vuole scrivere deve leggere, non si può costruire una poesia, un racconto, un romanzo, una sceneggiatura, un articolo se prima non si sono consumati gli occhi a nutrire il fuoco sacro interiore che permette alla scrittura di generare se stessa.

La Struttura

Spesso leggere non basta neppure. Leggere aiuta a sviluppare il proprio stile, la propria struttura intellettuale, la propria conoscenza. Aiuta a sviluppare gli elementi formali e i percorsi di scrittura (luogo, tempo, azione, eccetera), spinge a migliorare la propria creatività e la propria tecnica.

Ci sono dunque più scrittori che lettori?

Dal punto di vista appena espresso ci sono decisamente più lettori nel senso di coloro che leggono abitualmente o meno ma che, tuttavia, una volta davanti al PC o alla macchina da scrivere, non esprimono correttamente ciò che hanno dentro con un’espressione accettabile.

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L'Uroboro dello scrittore - Siamo più scrittori che lettori?Considerazioni su scrittori e lettori, giusto il tempo di gustarsi un caffè e unire due pensieri
Aldo Parisi
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