Luoghi del romanzo – I Cavalieri dell’Apocalisse

Piazza Bad Kissingen Marina di Massa
I Cavalieri dell’apocalisse – Luoghi del romanzo

Luoghi del romanzo – I Cavalieri dell’Apocalisse

Luoghi del romanzo – I Cavalieri dell’Apocalisse

I luoghi di un romanzo sono spesso importanti perché aiutano il lettore a individuare il background (l’ambiente) nel quale si svolge la storia.

A me è sempre piaciuto aiutare il lettore a immedesimarsi nei personaggi, ma non mi è mai bastato. Voglio che le descrizioni dell’ambiente siano le più precise possibili ed è per questo motivo che è nata questa pagina, per aiutare il lettore a “visualizzare” i luoghi dove si svolgerà il romanzo.

Il romanzo “I Cavalieri dell’Apocalisse” si svolge in gran parte nell’alta Versilia, nel territorio del Comune di Massa i cui luoghi sono spesso affascinanti e ricchi di storia e di cultura, e nella città di Pisa.

Pertanto eccovi i luoghi più rappresentativi del romanzo.

Luoghi del romanzo – I Cavalieri dell’Apocalisse

Comune di Massa

Massa è un comune italiano di 69 366 abitanti, capoluogo della provincia di Massa-Carrara in Toscana. Fu capitale del Ducato di Massa e Carrara, periodo nel quale la città raggiunse il suo massimo splendore. Nel 1829 la città passò ai duchi di Modena della famiglia degli Este d’Austria e nel 1859 si unì al Regno di Sardegna.

La Città di Massa ha una storia che si perde nei secoli, anche se probabilmente conosce il periodo di massimo splendore nel Medioevo. La storia di Massa, nel recente passato, si è indissolubilmente intrecciata con l’adiacente Carrara, cittadina Toscana con la quale Massa da decenni condivide il ruolo di “capoluogo” della provincia denominata appunto Provincia di Massa-Carrara (Fonte Wikipedia)

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Piazza degli Aranci – Massa

La piazza, realizzata dopo la discussa distruzione della chiesa di San Pietro nel 1807 e abbellita in seguito, dalla doppia fila di aranci che tuttora la cinge su tre lati, ha permesso di far risaltare l’enorme mole del palazzo ducale con cui costituisce un unico complesso monumentale.  Nel 1827 Giacomo Leopardi, durante il suo soggiorno fiorentino comunicava alla sorella Paolina:

“Quanto all’inverno prossimo, sono ormai deciso di andarlo a passare a Massa di Carrara, che è lontano di qua 70 miglia;

Quel clima è ottimo, simile a quello di Nizza, e forse migliore di quel di Roma: non vi nevica mai, e si esce e si passeggia senza ferraiuolo; in mezzo alla piazza pubblica crescono degli aranci, piantati in terra.

Nel 1877 anche Giosuè Carducci veniva incuriosito da questa particolare piazza.

<Sai.. Che in Massa c’è una piazza tutta circondata da doppi filari di aranci? Sai che questi filari li ha visti mia madre quand’era giovine sposa, e che ora li guardo io dalla finestra dell’albergo?>”.

(Fonte Wikipedia)

Piazza Bad Kissingen – Marina di Massa

Da semplice parcheggio a luogo di incontro per i cittadini, Piazza Bad Kissingen a Marina di Massa è diventata sede degna di una grande opera d’arte (le Vele) e insieme il biglietto da visita di un territorio che vive tra le montagne e il mare. L’opera è del maestro Pino Castagna con la direzione artistica di Massimo Bertozzi.

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Chiesa di San Sebastiano – Massa

Nel 1945, a seguito della distruzione bellica dell’antico tempio di san Sebastiano, la città di Massa decide, grazie all’intercessione del pontefice Pio XII ed all’impegno dell’allora vescovo Boiardi, di riedificare, non esattamente nello stesso sito ma in un’area limitrofa, una nuova e più ampia chiesa, incaricando del progetto l’architetto romano Gaetano Rapisardi.

Tra la fine degli anni cinquanta e gli esordi degli anni sessanta vengono redatte le prime ipotesi. I lavori iniziano ufficialmente il 7 aprile del 1963 con la benedizione della prima pietra da parte del vescovo ma subiscono un primo arresto poco dopo a seguito di problemi burocratici e finanziari;. I lavori vengono nuovamente ripresi nel 1967, questa volta ad opera della ditta Vittorio Pucci, e la chiesa è finalmente inaugurata due anni dopo.

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Affreschi di San Sebastiano

Le opere di decorazione all’interno vengono realizzate successivamente. Il monumento al vescovo Boiardi nel 1972, il ciclo di affreschi nel 1978 sono del pittore Dino Cellini interrotti per quanto riguarda la navata destra a causa della morte dell’artista. La navata destra è stata completata dall’anno 2004 al 2008 dal pittore Vanni Samuele, di scuola Annigoniana, che completa il ciclo eseguendo quattro affreschi con la tecnica classica rinascimentale.

L’ultimo affresco della parete destra è stato realizzato dal pittore Tiziano Triani. Il ciclo del Cellini è particolarmente interessante anche tecnicamente, poiché, data appunto la sua incompletezza, è possibile vedervi le varie fasi della realizzazione di un affresco, secondo la tecnica classica del Cennini, l’altare maggiore nel 1981, il ciborio nel 1982 e i due altari minori poco dopo (non sono stati invece realizzati i tre portali bronzei su bozzetto dello scultore Rossi).

Negli anni novanta viene inoltre realizzata una piccola cappella laterale ricavata in quelli che erano i locali della sacrestia. La chiesa, benché conosciuta come chiesa di San Sebastiano, è stata ufficialmente consacrata al santo in occasione del Giubileo del 2000. (Fonte Wikipedia)

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Paese di Antona – Massa

Posizionata nella valle del Frigido, a mezza costa del Monte omonimo Antona è costituita da un borgo che si trova a 400 m s.l.m. nelle Alpi Apuane. Vi si arriva attraverso una strada panoramica che si stacca da Massa e procede verso nord est arrampicandosi nel Parco Regionale delle Alpi Apuane e attraversando castagneti e oliveti per continuare snodandosi fra i boschi fino ad Arni e immettersi poi nella strada provinciale che congiunge Castelnuovo di Garfagnana e Forte dei Marmi.

Sentieri boschivi consentono il collegamento di Antona con Canevara, Pian della Fioba e San Marcora. È inoltre possibile percorrere la “via della Libertà”, disseminata di ricordi delle lotte partigiane.

Dal centro di Antona si arriva in breve a Pian della Fioba, dove è situato l’orto botanico Pietro Pellegrini dell’Università di Pisa in cui si trovano esemplari floreali delle Alpi Apuane. Più in là, a Tecchia, si inizia un itinerario che porta al passo del Pitone, utilizzato dalle forze partigiane per superare la Linea Gotica.

Dal percorso si ammira la dorsale delle Apuane coi monti Sagro, Contrario, Tambura, Sumbra e Altissimo, e il crinale meridionale, coi monti Folgorito e Porta, lungo il quale si snodava il primo tratto occidentale della Linea Gotica. La vita del borgo è segnata dal silenzio e dall’aria pura, essendo vietato l’accesso alle automobili. (Fonte Wikipedia)

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Scuola Medica Università di Pisa – Pisa

La storia della Scuola Medica di Pisa è strettamente connessa con la storia dell’Università in generale, alla cui sorte essa è indissolubilmente legata. Nel 1338 Pisa fonda il suo Studio Generale, l’antica Università, che riceve validità giuridica con la Bolla “In supremae dignitatis…” data in Avignone il 3 settembre 1343 da Papa Clemente VI.

Nasce cosi la la Medicina pisana, che evolve nel lungo arco dei secoli fino ai nostri giorni. Subito nota e famosa, la Scuola medica pisana annovera nel secolo XIV docenti di fama quali Guido da Prato e Ugolino da Montecatini. (Fonte)

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Aldo Parisi
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